Negli Standard Italiani per la Cura dell’Obesità – SIO-ADI facenti parte delle Linee Guida per l’Obesità vengono riportate le indicazioni alla chirurgia bariatrica codificate nel 1991 da un comitato di esperti riunito con l’approvazione del National Institutes of Health (NIH).

Queste linee guida sono state essenzialmente più volte ribadite nei loro principi generali, sia a livello internazionale che nazionale (SICOB 2006).

Linee guida per l’Obesità: quali sono le indicazioni necessarie alla Chirurgia Bariatrica?

Le indicazioni incluse nelle linee guida del 1991 sono le seguenti:

  1. BMI> 40 kg/m2 (o BMI>35 kg/m2 se in presenza di comorbosità associata);
  2. Età̀ compresa tra 18 e 60 anni;
  3. Obesità di durata superiore ai 5 anni;
  4. Dimostrato fallimento di precedenti tentativi di perdere peso e/o di mantenere la perdita di peso con tecniche non chirurgiche;
  5. Piena disponibilità ad un prolungato follow-up postoperatorio.

La presenza di altre patologie concomitanti all’obesità che possono giustificare la terapia chirurgica in pazienti con BMI 35-40 kg/m2 sono quelle che concorrono in maniera importante alla morbilità e mortalità del paziente obeso e che sono soggetti a miglioramento con il calo ponderale (malattie del metabolismo, patologie cardiorespiratorie, gravi malattie articolari, ecc…).

Un comprovato fallimento di precedenti tentativi di terapia non chirurgica può essere non strettamente necessaria in pazienti con BMI assai elevato (>50 kg/ m2) .

Il BMI di riferimento deve essere quello di inizio trattamento, ovvero un calo ponderale conseguito con una terapia preoperatoria non è una controindicazione alla chirurgia bariatrica prevista, anche se il BMI raggiunto è inferiore a quelli di indicazione.

Le indicazioni proposte nel 1991 sono oggi supportate da molteplici studi clinici avvalorate da alcuni studi controllati sul lungo periodo, il principale dei quali è lo Swedish Obesity Subjects (SOS) study, uno studio controllato in cui l’outcome di 2000 pazienti trattati con varie tecniche chirurgiche è stato comparato con l’outcome di 2000 pazienti comparabili lasciati in trattamento medico. Nei pazienti chirurgici, il calo ponderale mantenuto a 10 anni dall’intervento equivaleva in media al 16.1% del peso iniziale, mentre nei corrispondenti pazienti trattati con terapia medica si evidenziava un aumento di peso dell’1.6%. Oltre a ciò, corrispondevano differenze molto rilevanti nell’andamento della patologia metabolica e nella incidenza di nuovi casi diabete. Nello studio SOS la mortalità totale a dieci anni dall’intervento è risultata molto più bassa nel gruppo di pazienti trattati con terapia chirurgica rispetto al gruppo in terapia convenzionale.

Queste conclusioni rappresentano una verifica sufficiente ad affermare che la moderna chirurgia bariatrica è in grado di ridurre la maggior frequenza di mortalità che identifica il paziente con obesità severa.

Post recenti