Chirurgiabariatrica
La chirurgia dell’obesità: l’obiettivo non è solo ridurre il peso, ma prevenire e trattare le complicanze e migliorare la qualità della vita.
- 01Obesità patologica Una malattia cronica, non solo una questione di peso: cause genetiche, endocrine, metaboliche e ambientali, con conseguenze su tutto l’organismo.
- 02Sleeve gastrectomy Una resezione parziale e verticale dello stomaco: la parte che rimane assume la forma di un tubo, o di una “manica”.
- 03Bypass gastrico Si crea una piccola tasca gastrica collegata direttamente all’intestino tenue: il resto dello stomaco e il duodeno vengono esclusi dal passaggio del cibo.
- 04Bendaggio gastrico Un anello regolabile in silicone attorno alla parte alta dello stomaco: non prevede asportazione né sezione di organi.
- 05Palloncino intragastrico Un trattamento temporaneo dell’obesità: un palloncino resta nello stomaco per circa sei mesi e aiuta a ridurre il peso, spesso in vista di un intervento bariatrico.
- 06Palloncino intragastrico endoscopico Il P.I.E. riduce il volume dello stomaco senza interventi chirurgici sull’organo: viene inserito e rimosso per via endoscopica, attraverso la bocca.
- 07Protocollo pre-operatorio Prima di un intervento bariatrico, un percorso di esami e visite per conoscere a fondo la situazione clinica ed escludere controindicazioni.
- 08Protocollo post-operatorio Cosa accade nelle ore e nei giorni dopo un intervento bariatrico: mobilizzazione, ripresa dell’alimentazione, dimissione e controlli.
Perché la chirurgia
Nei pazienti con obesità grave, la chirurgia bariatrica è considerata dalla fonte il trattamento più efficace a lungo termine per ottenere un calo di peso stabile e per controllare, o risolvere, le complicanze legate all’obesità.
Nella maggior parte dei pazienti la perdita di peso si accompagna a un miglioramento della pressione arteriosa, del rischio cardiovascolare, del diabete e delle apnee notturne.
Quando può essere indicata
Criteri riportati dalla fonte, da valutare sempre durante la visita specialistica:
- Età compresa tra 18 e 65 anni
- Paziente motivato e collaborante
- Obesità presente da almeno 5 anni
- BMI superiore a 40, oppure tra 35 e 40 con complicanze legate all’obesità
- Insuccesso di terapie non chirurgiche seguite correttamente per almeno un anno
- Assenza di controindicazioni all’intervento
Controindicazioni
- 01Controindicazioni cardiache o respiratorie all’anestesia generale
- 02Malattie endocrine responsabili dell’obesità
- 03Tumori, malattie del sistema nervoso o malattie infiammatorie croniche dell’apparato digerente
- 04Disturbi psichiatrici, alcolismo o dipendenza da sostanze
Tre famiglie di interventi
Restrittivi
Riducono il volume dello stomaco: la sazietà arriva prima e si mangia meno. Non modificano la digestione, ma portano in genere a una riduzione del sovrappeso minore.
Malassorbitivi
Riducono l’assorbimento intestinale degli alimenti.
Es.: Diversione biliopancreaticaMisti
Associano la riduzione del volume gastrico a una minima componente di malassorbimento e a un meccanismo di riduzione dell’appetito.
L’accesso laparoscopico
Tutti gli interventi, con la sola eccezione del palloncino intragastrico, si eseguono in anestesia generale. Possono essere eseguiti con tecnica tradizionale (con un’incisione dell’addome) o con tecnica laparoscopica, attraverso alcuni piccoli fori.
L’accesso laparoscopico è usato in chirurgia bariatrica dal 1993: riduce il dolore, la degenza e le complicanze della ferita, come infezioni ed ernie. Nel centro è l’accesso abituale, salvo controindicazioni; durante l’intervento il chirurgo può comunque decidere di convertirlo in tecnica tradizionale.
Rischi e complicanze
Come ogni procedura chirurgica, la chirurgia dell’obesità non è priva di rischi. Oltre alle complicanze specifiche di ciascun intervento, la fonte descrive:
- 01Durante l’interventoEccezionalmente, la lesione di un vaso o di un organo addominale, di solito corretta subito; le lesioni della milza possono talvolta richiederne l’asportazione.
- 02Tromboembolia venosaCoaguli nelle vene di gambe e bacino possono raggiungere i polmoni (embolia polmonare), una delle complicanze più temute. Per prevenirla si usano anticoagulanti, calze compressive e mobilizzazione precoce.
- 03Complicanze respiratorieInsufficienza respiratoria dovuta a polmoniti o pleuriti.
- 04FistoleUna perdita di tenuta delle suture di stomaco o intestino può prolungare la degenza e richiedere nuovi trattamenti o un nuovo intervento.
- 05EmorragieTalvolta gravi, possono richiedere un nuovo intervento o trasfusioni.
- 06Infezione delle ferite
- 07Complicanze tardiveCalo di peso insufficiente, vomito, difficoltà a deglutire, bruciore; occlusione intestinale da aderenze; ernia sulla cicatrice (quasi solo dopo chirurgia tradizionale); eccezionalmente deficit nutrizionali.
La fonte riporta un rischio di mortalità tra lo 0,1% e lo 0,5% nelle casistiche più recenti.
Il primo passoè una valutazione.
Le visite si svolgono nello studio di Corso Re Umberto 98, a Torino. Durante la visita si valuta la situazione e si discutono le possibili opzioni.