La gastroscopia è considerato un esame invasivo: dalla bocca si inserisce un sondino flessibile su cui è installata una telecamera per l’ esame delle superfici interne dell’esofago, dello stomaco e del duodeno.

Deve essere effettuata con molta prudenza nei pazienti con grave insufficienza respiratoria o che hanno subito un infarto. Durante l’analisi il medico può asportare piccole parti di tessuto da sottoporre a biopsia,la quale normalmente non può essere effettuata se il malato ha gravi disturbi della coagulazione o prende farmaci per ridurre il rischio di trombosi.

Nelle 8-12 ore precedenti lo svolgimento dell’esame bisogna stare a digiuno. Il medico potrebbe somministrare un sedativo che renda meno fastidioso l’esame, per questo motivo è opportuno farsi accompagnare.

La gastroscopia non è dolorosa perché innanzitutto viene fatta una lieve anestesia locale della gola, in genere spruzzando un anestetico. Il passaggio del sondino nella gola può creare senso di nausea durante l’esame. Un lieve disturbo può scaturire anche dall’aria che è obbligatorio soffiare attraverso il sondino per distendere le pareti dello stomaco. Dopo l’esame si potrebbe avvertire irritazione alla gola e gonfiore di stomaco, disturbi che scompaiono nell’arco di 24 ore.

Molto raramente il sondino potrebbe incidentalmente ferire la parete dello stomaco o dell’esofago: in questa circostanza sarà essenziale suturare la ferita. Nei casi in cui si esegua anche la biopsia, si può verificare un sanguinamento che può essere arrestato nel corso della stessa gastroscopia.

La procedura richiede tra i 10 e i 15 minuti.Se durante l’esame non si sono riscontrati inconvenienti, è possibile tornare subito alla vita normale e dopo 20-30 minuti si può mangiare qualcosa.

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