Il trattamento dell’obesità e delle patologie ad essa associate è complesso e di difficile gestione: l’aderenza ai piani dietetici è bassa e non è raro che chi ha perso peso torni a riprenderlo, esponendosi a gravi rischi per la salute.
La frequenza dell’insuccesso terapeutico ha portato allo sviluppo di un fiorente mercato di prodotti dimagranti (pillole, integratori, sciroppi), a cui i consumatori affetti da obesità e resi fragili e frustrati dagli sforzi senza risultato sono particolarmente sensibili.
Spesso, però, questi prodotti sono inutili quando non dannosi: tra gli effetti collaterali ci sono infatti disturbi cardiaci, nervosi ed epatici. Anche se non necessitano di prescrizione medica è consigliabile farne uso solo sotto stretta indicazione specialistica, e con un ruolo di supporto secondario ad una terapia dietetica sana ed equilibrata.
Il ruolo degli integratori dimagranti è solitamente quello di accelerare il metabolismo, e tra gli ingredienti più comuni troviamo:
- Fibra alimentare;
- Chitosano, riduce l’assorbimento di colesterolo e grassi;
- Estratti vegetali (curcumina, garcinia Cambogia, pepe nero, te verde, caffe verde, piperina forte, guaranà etc.) che dovrebbero, anche se non esistono evidenze scientifiche, bruciare i grassi;
- Caffeina e altre sostanze termogeniche, portano l’organismo a produrre calore, e quindi bruciare calorie, soprattutto nel tessuto adiposo e muscolare;
- Acido linoleico coniugato (CLA), appartenente alla serie dei grassi Omega-6, riduce i depositi di grasso nell’organismo e migliora le difese immunitarie;
- Carnitina, facilita la trasformazione del grasso in energia e la combustione dei grassi durante l’esercizio fisico;
- Faseolamina, inibisce l’attività delle alfa-amilasi che trasformano in glucosio l’amido contenuto nei carboidrati complessi.