Le false credenze sulla sacca stomacale
È credenza comune che la chirurgia bariatrica funzioni in modo meccanico, di modo che una sacca stomacale più piccola porti a mangiare meno e a perdere così peso. In realtà la chiave del successo di questo tipo di interventi sta nelle modificazioni ormonali e metaboliche che essi provocano, in associazione ad un cambiamento nella dieta e nello stile di vita.
Si tratta di un concetto difficile da comprendere, tanto che molti pazienti sono convinti che il successo dell’operazione a lungo termine stia nelle dimensioni della loro sacca stomacale e sono preoccupati che essa possa dilatarsi.
Sul lungo termine, la rimozione di alcune porzioni del tratto gastrointestinale provocano il rilascio, la produzione e la secrezione di alcuni ormoni (sostanza P, PYY, Grelina, GLP-1, adiponectina…) in grado di segnalare alle cellule la reazione metabolica che favorisce la perdita di peso.

Il disequilibrio e la funzione delle cellule adipose

Una delle molte cause dell’obesità è lo scompenso metabolico delle cellule adipose, considerabili un organo endocrino: possiamo quindi parlare di un disequilibrio metabolico tra le cellule adipose e il resto dell’organismo, considerando oltretutto il ruolo centrale della zona viscerale nell’assorbimento delle fonti energetiche (carboidrati, grassi e proteine).
Questo disequilibrio influenza direttamente il modo in cui l’organismo regola la quantità di energia accumulata ed utilizzata dal nostro corpo, in modo da generare segnalazioni ormonali che portano ad una minore efficienza nel bruciare calorie: è questo il motivo per cui i pazienti affetti da obesità non riescono a perdere più di un certo quantitativo di peso pur sottoponendosi ad una dieta ferrea.

Entrambe le più comuni procedure bariatriche, la Vertical Sleeve Gastrectomy (VSG) e il Bypass Gastrico Roux-en-Y (RNY), hanno in comune la disabilitazione (per isolamento o sezione) di una parte dello stomaco responsabile dell’impulso dell’appetito e dell’accumulo energetico. Non si tratta dunque di interventi “restrittivi”, come un tempo si credeva, perchè i risultati non cambiano in base alle dimensioni della porzione di stomaco esclusa, per quanto indubbiamente venga ridotta la quantità di cibo che è possibile ingerire.
L’importanza non sta in
quanto dello stomaco viene escluso, quanto in quale parte: solitamente sono il fondo e la grande curvatura, ovvero le aree in cui viene prodotta la grelina, ormone dell’appetito.

Lo stomaco si dilaterà dopo l’intervento?
A prescindere dalle sue dimensioni originali, la sacca stomacale si dilaterà inevitabilmente, così come è possibile un riaccumulo di peso sul lungo termine. Per questo motivo è importante assecondare le modificazioni ormonali dovute all’intervento con un cambiamento nello stile di vita e l’acquisizione di abitudini sane.
In particolare, praticare regolarmente dell’esercizio fisico aumenta i livelli di irisina, in grado di potenziare gli effetti metabolici della chirurgia bariatrica.
In altre parole, l’intervento è solo uno strumento d’aiuto, ma sta al paziente la responsabilità di cambiare abitudini e mantenere un impegno costante per evitare ricadute.

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