La chirurgia dell’ernia è una delle procedure più eseguite al mondo. Eppure il dibattito scientifico su come eseguirla al meglio è tutt’altro che chiuso. Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata in particolare su un tema: la rete (mesh) da usare per riparare il difetto della parete addominale. Biologica o sintetica? I dati più recenti danno una risposta chiara.

Il trial BIOLAP: un confronto definitivo

Il trial randomizzato BIOLAP, pubblicato su JAMA Surgery nell’ottobre 2025, ha confrontato direttamente la rete biologica e quella sintetica nella riparazione laparoscopica dell’ernia inguinale. Lo studio ha coinvolto 491 pazienti in 21 centri specializzati in erniologia in Germania.

I risultati sono inequivocabili: i pazienti operati con rete biologica hanno mostrato un tasso di recidiva dell’11,2% contro il 2,5% del gruppo con rete sintetica. Inoltre, la rete biologica non ha offerto alcun vantaggio nella riduzione del dolore cronico post-operatorio, che è uno dei motivi principali per cui era stata proposta come alternativa.

Conclusione dello studio: la rete sintetica deve restare il materiale di riferimento nella chirurgia laparoscopica dell’ernia inguinale. La rete biologica non offre benefici clinici sufficienti a giustificarne l’uso di routine, e porta a esiti peggiori in termini di recidiva.

La mesh autoaderente: meno dolore, recupero più rapido

Un’altra tendenza confermata dalla letteratura recente riguarda le reti autoaderenti, che non richiedono sistemi di fissaggio aggiuntivi come graffette o colla biologica. Uno studio prospettico pubblicato su Frontiers in Surgery (PubMed, agosto 2025) su 90 pazienti sottoposti a riparazione TAPP con mesh autoaderente ha mostrato un miglioramento significativo della qualità di vita già a 3 mesi dall’intervento, con tassi di dolore cronico tra i più bassi riportati in letteratura.

Un trial randomizzato finlandese pubblicato su PubMed nell’aprile 2025 (follow-up da aprile 2021 a giugno 2024) ha confermato che la chirurgia laparoscopica con mesh autoaderente porta a un recupero rapido e a un miglioramento misurabile della qualità di vita già a 3 mesi, indipendentemente dal tipo specifico di rete autoaderente utilizzata.

Cos’è la tecnica TAPP e perché è preferita

La TAPP (Transabdominal Preperitoneal) è oggi la tecnica laparoscopica più diffusa per la riparazione dell’ernia inguinale. Prevede l’accesso all’addome attraverso tre piccole incisioni, il posizionamento della rete nello spazio preperitoneale e la chiusura del peritoneo sopra di essa. Rispetto alla chirurgia aperta offre meno dolore post-operatorio, cicatrici minime e un recupero più rapido.

Il dolore cronico post-operatorio: quanto è frequente?

Il dolore cronico dopo riparazione dell’ernia inguinale è una complicanza rara ma reale, che può compromettere significativamente la qualità di vita. Uno studio retrospettivo pubblicato su Hernia (PubMed, ottobre 2025) ha valutato i risultati della rimozione laparoscopica della mesh nei pazienti con dolore cronico persistente: il 59% ha ottenuto un sollievo completo dal dolore e il 34% un miglioramento parziale. Un dato che conferma come, anche nelle situazioni più complesse, la chirurgia laparoscopica offra soluzioni efficaci.

Cosa aspettarsi dall’intervento a Torino

Presso il mio studio a Torino e l’Ospedale Molinette, gli interventi per ernia inguinale vengono eseguiti con tecnica laparoscopica e rete sintetica tension free, spesso in regime di day surgery. Il recupero per la maggior parte dei pazienti è di 5-7 giorni per le attività quotidiane leggere.

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Fonti

  • BIOLAP Trial, JAMA Surgery, ottobre 2025 (DOI: 10.1001/jamasurg.2025.4071)
  • Quality of Life after TAPP with self-fixating mesh, Frontiers in Surgery, PubMed, agosto 2025
  • Laparoscopic inguinal hernia repair with self-fixated meshes, Surgical Endoscopy, PubMed, aprile 2025
  • Laparoscopic mesh removal for chronic inguinal pain, Hernia, PubMed, ottobre 2025
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