I disturbi gastrointestinali interessano una buona percentuale (circa il 20%) di bambini, in molti casi sono correlati all’asse intestino-cervello e causati da disturbi della motilità, ipersensibilità viscerale, alterazioni nelle funzioni della mucosa, del sistema immunitario o nel microbioma intestinale.

I più comuni disturbi gastrointestinali del bambino sono:

  • coliche del lattante
  • diarree
  • rigurgito
  • stipsi
  • dolori addominali

L’utilizzo di probiotici nella dieta si è rivelato utile per ridurre durata ed intensità dei sintomi di questi disturbi.

Lactobacillus reuteri DSM 17938, Bacillus, Bifidobacterium, Clostridium butyricum, Lactobacilli, Leuconostoc cremoris, Saccharomyces e Streptococcus, soprattutto in associazione con le fibre, sono le varietà di probiotici più utili nella modulazione del microbioma e quindi della risposta immunitaria e nel ridurre i sintomi delle diarree associate all’utilizzo di antibiotici.

Anche la dieta può avere un effetto sui disturbi gastrointestinali: in particolare i cibi piccanti, fritti, alcune verdure e le bevande gassate possono provocare irritazione e peggiorare i sintomi.

Questo non dovrebbe però spingere ad effettuare diete ad eliminazione senza il consulto di un medico, in quanto in casi estremi potrebbero condurre a deficit nutrizionali. 
Secondo alcuni studi una dieta Low-Fodmap (cioè povera di fibre e con una controllata restrizione di oligosaccaridi, disaccaridi e monosaccaridi fermentabili) potrebbe migliorare la sintomatologia dolorosa in caso di stipsi e sindrome dell’intestino irritabile, ma sono necessarie ulteriori ricerche a causa dell’estrema eterogeneità dei risultati.

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