Il microbioma può essere influenzato da una moltitudine di fattori, in particolare la dieta, l’età, l’utilizzo di antibiotici e fattori genetici.
Modificazioni nell’equilibrio della flora intestinale producono effetti sulla salute dell’organismo, soprattutto nell’asse intestino-cervello-pelle, tre organi reciprocamente connessi: in altre parole, una dieta sana che favorisce l’eubiosi intestinale avrà effetti positivi anche sulla salute del sistema nervoso centrale e della pelle. Non è un caso ad esempio che l’80% della serotonina venga prodotta a livello intestinale, e che l’intestino stesso abbia un sistema di comunicazione diretta con il sistema nervoso attraverso molecole prodotte dai batteri.
I cambiamenti sul microbioma operati dalla dieta avvengono sul breve termine, nel giro di circa dieci giorni: un arricchimento della quota di carboidrati produce un aumento dei batteri del genere Prevotella, mentre più proteine stimolano la crescita del genere Bacteroides. L’assunzione di fibre vegetali provenienti da broccoli, cipolle, porri, carote, e di cibi fermentati come kefir, yogurt, crauti e lievito madre resta comunque il miglior intervento a favore del benessere intestinale, e stimola la crescita di popolazioni di batteri benefici come Faecalibaterium prausnitzii, Bifidobacterium e Clostridium cluster XIVa.
Gli alimenti di origine industriale e gli alcolici contribuiscono invece a provocare uno stato di disbiosi.