Che cos’è l’ernia e come riconoscerla

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Si definisce ernia la protrusione di una parte di intestino attraverso un punto di debolezza della parete addominale.

Le ernie della parete addominale e della regione inguino-crurale sono molto frequenti. Si manifestano con la comparsa di tumefazione in regione inguinale che può essere dolorosa. Tale sintomatologia può essere accentuata dai colpi di tosse e da sforzi. Il sintomo principale di questo disturbo è il dolore intenso nella zona dove si è verificata la lacerazione, che può essere lombare, dorsale o cervicale. A seconda dei casi, la sensazione dolorosa può estendersi anche a collo, braccia, mani e gambe e può essere accompagnata da formicolio, intorpidimento e debolezza.

Quali tipologie di ernia esistono?

Le ernie assumono il nome dalla porta erniaria attraverso la quale si fanno strada. Le tipologie di ernia, quindi sono:

  • Ernia inguinale. Si definisce ernia inguinale la protrusione di una parte di intestino attraverso un punto di debolezza della parete addominale inferiore nella regione inguinale. Le ernie inguinali sono di gran lunga più frequenti nel maschio per le caratteristiche anatomiche del canale inguinale. Si manifestano con la comparsa di tumefazione in regione inguinale che può essere dolorosa. Tale sintomatologia può essere accentuata dai colpi di tosse e da sforzi.
  • Ernia crurale o femorale. Le ernie crurali o femorali, sono poco frequenti e rappresentano il 3% circa di tutte le ernie della parete addominale. Colpiscono molto più frequentemente le donne a causa delle differenze strutturali della loro pelvi. Il sacco erniario a contenuto addominale, si fa strada attraverso la parete, passando sotto il legamento inguinale, vicino ai nervi ed ai vasi sanguigni che riforniscono gli arti inferiori.
  • Ernia ombelicale. L’ernia ombelicale è un tipo di ernia ventrale dove il difetto di parete è localizzato a livello ombelicale. Compare molto frequentemente nelle donne durante la gravidanza ma solitamente regredisce al termine di questa.
  • Ernia post-incisionale. L’ernia post-incisionale (o laparocele) è caratterizzata dalla protrusione dei visceri addominali attraverso un difetto di parete addominale conseguente ad un precedente intervento chirurgico. Insorge solitamente nelle vicinanze di una pregressa cicatrice chirurgica. Il difetto di parete si determina solitamente per un alterato processo di riparazione della ferita addominale.
  • Ernia parastomale. Le ernie parastomali insorgono nelle vicinanze di una stomia, facendosi strada nella breccia parietale attraversata dalla stomia per esteriorizzarsi. Le stomie che vengono più frequentemente confezionate dal chirurgo addominale sono le ileostomie e le colonstomie. L’ileostomia si confeziona abboccando un tratto di piccolo intestino alla parete addominale, più frequentemente in fossa iliaca destra al fine di deviare all’esterno le feci in un apposito sacchetto fissato alla parete addominale. La colonstomia si confezione abboccando un tratto di colon alla parete addominale, più frequentemente in fossa iliaca destra al fine di deviare all’esterno le feci in un apposito sacchetto fissato alla parete addominale.

Ernia: la soluzione è una chirurgia su misura

Oggigiorno, l’approccio a queste condizioni richiede una differenziata e vasta conoscenza di diversi argomenti ed una collaborazione diagnostico-fisioterapico-chirurgica che è necessario perfezionare con una vera e propria specializzazione.

L’approccio preferibile per gli interventi di ernia è quello della cosiddetta “tailored surgery”, ovvero chirurgia su misura, completamente personalizzabile sulle esigenze del paziente, eseguibile ovviamente soltanto da professionisti iperspecializzati.

Ogni fase della terapia (anestesia, ricovero, approccio chirurgico, tecnica e/o protesi utilizzata, postoperatorio, ecc.) deve essere “cucita” su misura per ogni paziente, a seconda del suo stile di vita, dell’età, dell’anatomia e delle sue aspettative.

In generale, il trattamento di ernia inguinale non causa al paziente particolari dolori o impedimenti, ma se eseguito in maniera approssimativa, erronea o non specialistica può dare origine a complicanze che possono compromettere la qualità della vita del paziente. Alcune sequele possono essere recidive o pluri-recidive, oppure ci possono essere nevralgie croniche postoperatorie, tutte temibili situazioni che danno inizio a percorsi diagnostico-terapeutici che possono durare anni e che trascinano il paziente in una vicissitudine a volte drammatica.

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