Palloncino intragastrico

Il palloncino intragastrico è una tecnica per il trattamento temporaneo dell’obesità e consiste nell’applicazione nello stomaco per un periodo di circa sei mesi di un palloncino che induce al dimagrimento grazie a specifici meccanismi d’azione, tra cui un rallentamento dello svuotamento gastrico e una stimolazione più efficace del centro della sazietà attraverso i barocettori presenti sulle pareti gastriche, e non ad un effetto placebo.

Candidati

I principali candidati all’applicazione del palloncino intragastrico sono pazienti per cui è previsto a breve un intervento bariatrico e che hanno quindi bisogno di perdere urgentemente peso per ridurre il rischio legato all’anestesia e all’operazione, oltre che per facilitare l’operazione stessa da un punto di vista tecnico.

Per quanto questa tecnica non possa aiutare a migliorare gli effetti dell’intervento chirurgico in sé, né ad individuare direttamente i pazienti più adatti ad esso, può comunque dare un contributo a questa decisione come test in negativo: chi infatti non è riuscito ad ottenere risultati di calo ponderale soddisfacente con l’applicazione del palloncino intragastrico dovrebbe essere indirizzato verso trattamenti differenti da quelli volti alla riduzione dell’assunzione di cibo, oppure essere sottoposto ad una più attenta informazione e valutazione.

Secondo alcuni specialisti (psicologi, psichiatri, dietisti), infatti, l’applicazione del pallone intragastrico costituirebbe un “test da sforzo” che potrebbe dare indicazioni sul tipo di intervento più adatto al soggetto obeso in questione.

Controindicazioni

L’inserzione del pallone intragastrico può avere controindicazioni, in caso di già avvenuta chirurgia addominale (soprattutto gastrica), patologia peptica in corso, tossicodipendenza e disagi psicologici, ernie jatali, reflusso gastro-esofageo, malattie del fegato, del cuore o dei polmoni gravi o infiammazioni croniche dell’intestino. Una volta appurata l’assenza di queste condizioni sfavorevoli la protesi viene posizionata e fatta espandere sotto controllo endoscopico.

Inserzione del palloncino intragastrico

Generalmente sia l’inserzione che la rimozione del palloncino intragastrico vengono effettuate sotto leggera sedazione; solo in casi selezionati, ed in particolar modo per la rimozione, si può ricorrere a sedazione profonda o anestesia generale.
Più raramente il pallone intragastrico viene inserito in sala radiologica senza controllo endoscopico, anche se prima del ricovero viene effettuata una esofagogastroduodenoscopia. Può essere utile un controllo radiografico durante il percorso di follow-up, anche se non è necessario al momento della dimissione dalla clinica.

Decorso post operatorio

In seguito all’operazione il paziente viene solitamente ricoverato e sottoposto ai trattamenti terapeutici di rito, oltre che ad idratazione parenterale standard (2500 ml). Dal secondo giorno viene ridotto il trattamento parenterale, sospeso poi completamente dal terzo giorno, e introdotta una dieta liquida. Dal terzo giorno si passa anche ad una dieta leggera e i farmaci antiemetici e antispastici vengono somministrati solo in caso di necessità. Non appena il paziente dimostra di tollerare la normale alimentazione senza episodi emetici, viene dimesso con le relative prescrizioni farmacologiche e dietetiche. Molto spesso la dimissione avviene in tempi anche più contenuti.

Controlli

In seguito il paziente viene controllato ciclicamente con visite di follow-up, talvolta non affidate al chirurgo bariatrico ma delegate al dietista.

In alcuni casi eccezionali, se il paziente rifiuta l’intervento chirurgico, possono essere applicati un secondo o un terzo palloncino allo scadere dei sei mesi, che comportano però una perdita ponderale inferiore.

Quando è sconsigliato

L’uso di questa protesi è sconsigliato per pazienti non affetti da obesità grave o superobesità, ma può essere considerato al di sotto dei criteri canonici per casi selezionati o richieste specifiche del team di terapisti, comunque nell’ambito di un trattamento multidisciplinare a lungo termine dell’obesità. Una maggior diffusione di questa tecnica anche per pazienti non affetti da obesità clinica potrebbe essere auspicabile, soprattutto se in combinazione con i farmaci moderni che hanno dimostrato di avere una maggiore tollerabilità nel tempo, ma per il momento quest’ipotesi è ancora oggetto di studio e ricerca.

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