Tumori dello stomaco

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Secondo recenti ricerche effettuate da Byrony Parson dell’Università di Liverpool e pubblicate su PLOS Pathogens, una ridotta secrezione di acidi gastrici, dovuta a diverse cause, può alterare la flora batterica e conseguentemente influenzare il rischio di contrarre tumori allo stomaco.
Il team del professor Parson ha confrontato il bioma gastrico di persone sane e di quelle con succhi gastrici ridotti a causa dell’assunzione di farmaci (PPI), di malattie autoimmuni e dell’infezione dell’Helicobacter Pilori: nel primo caso la popolazione batterica resta praticamente invariata, nel secondo aumenta in numero e varietà ma alcune comunità prendono il sopravvento, nel terzo invece risulta drasticamente ridotta. Hanno osservato anche come nel caso di assunzione di PPI l’incidenza del cancro non aumenti, nel caso di malattia autoimmune aumenti il rischio di tumori neuroendocrini, mentre l’infezione da Helicobacter innalza la possibilità di contrarre un adenocarcinoma gastrico.
Saranno necessarie ulteriori ricerche per approfondire la relazione tra questi fattori e poter aumentare la prevedibilità di un una categoria di tumori, come quelli allo stomaco, dalla difficile diagnosi a causa della vaghezza dei sintomi fino agli stadi avanzati (nausea, difficoltà di digestione, mancanza di appetito, calo di peso).
Sono neoplasie piuttosto diffuse, con una maggior incidenza negli uomini piuttosto che nelle donne e un’alta mortalità proprio a causa della difficoltà di una diagnosi precoce. Ciò nonostante, le moderne tecniche terapeutiche che uniscono chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie biologiche sono in grado di trattare efficacemente anche casi che fino a qualche tempo fa sarebbero stati senza speranza; è importante rivolgersi ad un centro specializzato con una comprovata efficace collaborazione tra questi ambiti. Con l’endoscopia si possono invece trattare le lesioni pre-cancerose e i carcinomi nei primi stadi. Nel caso si renda necessaria una gastrectomia parziale o totale, una dieta specifica è in grado di prevenire gli effetti negativi che questa operazione può avere sulla nutrizione e sullo stato di salute del paziente, ovvero malnutrizioni, sindrome da stomaco piccolo e da dumping, anemia e malassorbimenti. Le indicazioni dietetiche corrispondono a pasti piccoli e frequenti, limitazione degli zuccheri semplici, reintegro costante dei liquidi ma a piccoli sorsi, eliminazione dei cibi fermentati e delle bibite gassate.

Le cause scatenanti del tumore allo stomaco sono ancora sconosciute, per quanto sia stata notata una stretta correlazione con un’alimentazione scorretta e ricca di carne affumicata e salata, con il fumo e con l’infezione da Helicobacter pilori. Un altro tipo di tumore gastrico, dall’incidenza in crescita, si sviluppa tra esofago e bocca dello stomaco e pare essere legato a reflusso gastroesofageo, obesità ed esofago di Barrett. In alcuni casi è stata osservata una predisposizione familiare dovuta ad alterazione genetiche.

La prevenzione prevede regolari screening per la popolazione che non presenta sintomi e gastroscopia per i pazienti sintomatici. Nel caso di diagnosi si procede poi con esami più approfonditi per individuare la stadiazione.
Anche una dieta ricca di frutta e verdura, in particolare cipolla, aglio, scalogno e porri, e povera di sale e alimenti conservati tramite salatura costituisce un fattore preventivo e protettivo.

Le attuali sperimentazioni cliniche sono rivolte allo sviluppo di strumenti diagnostici endoscopici più efficaci e precoci, come l’endomicroscopia laser confocale, a comprendere i vantaggi della chemioterapia pre- e perioperatoria in caso di tumore avanzato, allo sviluppo di nuovi farmaci e a chiarire il ruolo dell’eventuale rimozione dei linfonodi, che parrebbe avere un beneficio sulla sopravvivenza. È sotto analisi anche l’alterazione genetica che porta alla predisposizione familiare.

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