Possibili complicazioni post-operatorie a lungo termine

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Con l’avanzare della nostra comprensione dell’obesità come patologia, è sempre più evidente il suo carattere cronico e recidivo: per questa ragione molte delle terapie tradizionali falliscono sul medio e lungo termine. Gli interventi chirurgici, invece, modificano diverse risposte ormonali, portando così ad un successo più ampio e duraturo sul lungo termine.
Succede, però, che ogni intervento porti con sè una serie di effetti collaterali che rappresentano la risposta del corpo ad una modificazione e i suoi tentativi di riassestamento, salvo poi adattarsi al nuovo equilibrio.
Gli interventi per la perdita di peso non fanno eccezione. Si dividono in restrittivi e malassorbitivi e i tipi più comuni sono:

  • Bendaggio gastrico regolabile laparoscopico (LAGB): negli ultimi anni questa procedura ha perso favore per molte ragioni:
    • recupero di peso, molto comune dopo 5 anni o più dalla procedura, considerato un fallimento chirurgico a prescindere dall’impegno del paziente
    • ostruzioni meccaniche, dovute a scivolamento, malrotazioni, inflazione eccessiva, che possono provocare sintomi quali spasmi esofagei, comunemente confusi per ischemia cardiaca, e blocco del cibo nella parte bassa dell’esofago. In alcuni casi è necessario un intervento chirurgico immediato per evitare dolori eccessivi o addirittura cancrene gastriche.
    • erosione, una delle complicazioni più serie, dovuta all’interazione tra un oggetto rigido come la banda e i continui movimenti contrattori dell’area, che può causare un minor afflusso di sangue, scarificazione e una lenta erosione dello stomaco. Questa problematica può essere completamente asintomatica o legata a dolori epigastrici e recupero di peso. In questo caso il bendaggio deve essere rimosso endoscopicamente.
  • Sleeve gastrectomy verticale laparoscopica (LVSG): si tratta della procedura più comune, e per quanto manchino ancora dei dati consistenti sugli effetti a lungo termine i risultati sono attualmente incoraggianti. Alcuni dei possibili problemi sul lungo termine sono:
    • carenze nutrizionali, se il paziente non assume integratori e non si sottopone ad un costante follow-up del proprio stato di salute. I sintomi delle carenze nutrizionali sono vari e in alcuni casi gravi, ma possono essere trattati facilmente con una diagnosi precoce.
    • ulcere e/o costrizioni, dovute al restringimento del diametro dello stomaco. Possono provocare al paziente la sensazione che il cibo resti incastrato nella parte bassa del torace e casi di vomito frequenti, con possibili carenze nutrizionali che suggeriscono la necessità di un intervento chirurgico per allargare lo stomaco.
    • reflusso/pirosi, nella maggior parte tenuti sotto controllo con farmaci anti-acido, ma che possono essere sinonimo di un’ernia iatale, di una costrizione gastrica, di ulcerazione o addirittura di tumore. Il trattamento dipende dalla causa esatta del reflusso, abbastanza comune in forma lieve nei pazienti post-operatori a causa della nuova struttura dello stomaco
  • Bypass gastrico Roux-en-Y laparoscopico (RNY): il bypass RNY è uno dei trattamenti metabolici più studiati e utilizzati per una buona porzione di pazienti, in particolare quelli obesi e gravemente obesi. I possibili problemi a lungo termine sono:
    • carenze nutrizionali, ancora più comuni che per le altre procedure
    • ulcere marginali del tratto gastro-digiunale, dovute alla nuova anatomia e alla natura ulcerogenica della RNY, oltre che a caratteristiche del paziente come la dieta seguita i farmaci assunti (soprattutto analgesici) e le abitudini sociali (fumo e consumo di alcol). Le ulcere possono provocare restringimenti dello stomaco, nausea, vomito, ulteriori carenze nutrizionali e perforazioni potenzialmente fatali.
    • ernie interne, causa di dolore addominale forte e prolungato. L’unico modo per confermare la diagnosi è un intervento esplorativo laparoscopico. Se non trattata, un’ernia interna può portare ad ischemia intestinale con conseguente cancrena.
    • sindrome da dumping, causata dall’alterazione dell’anatomia del piloro che controlla la dimensione del bolo alimentare che passa all’intestino tenue. La sindrome si intensifica in caso di ingestione di grandi quantità di zuccheri raffinati, ma ha l’effetto positivo di spingere i pazienti ad abitudini dietetiche migliori.
  • Diversione biliopancreatica laparoscopica con duodenal switch (BPD/DS): questa procedura estremamente complicata viene riservata all’1% dei pazienti, di solito con obesità gravissima e BMI superiore a 50. Gli effetti collaterali sono simili a quelli della RNY, fatta eccezione per la sindrome da dumping perchè vengono preservate le funzionalità del piloro:
    • carenze nutrizionali, più comuni se il paziente non si attiene all’assunzione di integratori.
    • ulcerazioni o costrizioni anastomotiche, meno comuni delle altre procedure perchè l’anatomia dell’area resta simile.
    • ernie interne con nausea e vomito, che richiedono attenzione medica se si presentano questi sintomi

Il recupero di peso è una problematica a lungo termine comune a tutte le procedure, ma in misura variabile: ad esempio avviene nell’85% dei casi di bendaggio ma solo nel 2-5% di quelli di diversione biliopancreatica. L’efficacia della procedura è inversamente proporzionale, quindi, alla probabilità di sviluppare carenze nutrizionali.

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