Passi avanti nella lotta contro il cancro al colon-retto

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Il cancro al colon-retto resta tra le neoplasie a più alto tasso di mortalità, nonostante il leggero ma costante calo dei casi annui nell’ultimo decennio. Anche il tasso di sopravvivenza sta aumentando, principalmente grazie alle sempre più frequenti diagnosi precoci e alle campagne di prevenzione.

Salvo casi in cui entrano in gioco fattori come malattie ereditarie o infettive (poliposi familiari, sindrome di Lynch, rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn), la causa principale di questa neoplasia è da ricercarsi nella dieta, ipercalorica, ricca di carni rosse, insaccati, farine raffinate e alcolici e associata ad uno stile di vita sedentario. Al contrario, un’alimentazione ricca di fibre e vitamine sembrerebbe svolgere un ruolo protettivo.
Naturalmente il grave sovrappeso è un importante indicatore di rischio: se da una parte ciò ha un risvolto positivo, perché permette programmi di screening ben mirati che stanno salvando migliaia di vite, dall’altra è emerso un dato preoccupante, ovvero che il sovrappeso sviluppato in età adolescenziale aumenta il rischio di tumore del 53%.
In Italia sono attivi da alcuni anni programmi di screening per la popolazione tra i 50 e i 70 anni, che prevedono un invito a sottoporsi ad un esame delle feci alla ricerca di sangue occulto, eventualmente seguito da una colonscopia. Sono state riscontrate differenze nella risposta da regione a regione, e soprattutto a seconda della modalità tramite cui viene recapitato l’invito: avere la possibilità di parlare con un operatore aumenta la possibilità che l’individuo si sottoponga all’esame.

Terapia Cancro Colon o Retto

L’iter terapeutico è molto diverso tra colon e retto. Nel primo caso la soluzione più frequentemente adottata e spesso risolutiva è la chirurgia, che al giorno d’oggi risulta poco invasiva e assicura la sopravvivenza nella quasi totalità dei casi, soprattutto nei centri in cui questo tipo di interventi viene praticato frequentemente.
In seguito viene consigliata una terapia chemioterapica per evitare recidive, simile nella composizione a quella tradizionale: è stato però osservato che dimezzare i tempi di somministrazione, nei casi meno gravi, non aumenta il rischio di ricadute, ma anzi migliora la qualità della vita. Ciò nonostante si stanno facendo dei passi in avanti anche nella formulazione di farmaci personalizzati, e anche nei casi più gravi l’aspettativa di vita è aumentata sensibilmente.
Nel caso del tumore al retto, invece, si tende a ricorrere a radioterapia e chemioterapia come prima soluzione, seguita eventualmente da un intervento chirurgico se si rivela non sufficiente. È pertanto necessaria una stretta collaborazione tra diversi specialisti ed un approccio multidisciplinare. I recenti test genetici permettono una più precisa somministrazione dei farmaci in base agli specifici ricettori presenti.

Le Ricerche sul Cancro al Colon-Retto

Le ricerche future sono indirizzate in diversi campi: in quello dell’alimentazione, ad esempio, si sta studiando l’azione protettiva dalle recidive della frutta secca, che se associata ad altri comportamenti corretti sembrerebbe ridurre il rischio di ricadute di oltre il 40% e di morte del 50%. Per quanto riguarda la chirurgia, l’innovazione sarà nel ruolo sempre maggiore destinato ai robot, che saranno in grado di rendere più agevoli e sicuri degli interventi difficili come le attuali laparoscopie al colon e al retto. Infine, il futuro dei programmi di screening si baserà sulla composizione della flora intestinale, che parrebbe giocare un ruolo fondamentale sulla predisposizione a sviluppare questo tipo di neoplasie.

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