La cura che rallenta la metastasi

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Uno studio realizzato dall’Università di Nijmegen (Olanda), a cura di Christian Bull e altri studiosi con la partecipazione del dipartimento d’immunoterapia di Utrecht, ha identificato un nuovo sistema per combattere e ridurre le metastasi delle cellule tumorali, la cui diffusione è la principale causa di morte legata alle neoplasie.

La chiave potrebbe trovarsi nelle molecole che ricoprono la superficie delle cellule malate.

La ricerca

L’acido sialico presente sulla superficie delle cellule cancerose in fase di metastasi, favorisce l’aggressione delle cellule sane creando una infezione che danneggia anche gli organi non malati. Questo processo si verifica tramite una sequenza di meccanismi che conducono le cellule malate ad abbandonare la propria sede originale, immettersi nel sangue e raggiungere un secondo sito del corpo umano. I ricercatori olandesi hanno “incapsulato” un farmaco (nello specifico il P-3Fax-Neu5Ac) in nanoparticelle biocompatibili e biodegradabili. In seguito, per rendere attive su altre cellule specifiche tali “nanocapsule”, hanno modificato la superficie delle nanoparticelle unendo una proteina che identifica e si lega all’acido sialico delle cellule malate (l’anticorpo αTRP-1). Così, una volta in circolo nell’organismo, questo complesso di nanocapsule può attaccare solo il tumore primario in maniera controllata e localizzata. In questo modo è possibile prevenire la propagazione della neoplasia.
L’efficacia dei farmaci inibitori dell’acido sialico esistenti è ancora troppo bassa perché non riescono ad avere un’azione specifica sulle cellule malate.

La sperimentazione

Questa nuova tecnologia è stata, per ora, sperimentata solo sui roditori e riguarda solo un tipo di processo metastatico. Ci vorranno quindi degli anni affinché la terapia possa essere applicata all’uomo ma è comunque un importante scoperta per lo sviluppo di terapie antitumorali rapide e specifiche.

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