Ipoglicemia reattiva dopo il RNY: cause, sintomi e trattamenti

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In seguito ad un intervento di Roux-en-Y, alcuni pazienti riportano una condizione di ipoglicemia reattiva. L’ipoglicemia indica un crollo degli zuccheri nel sangue, con sintomi quali brividi, annebbiamento, nausea, affaticamento, confusione, palpitazioni e talvolta perdita di coscienza, mentre il termine “reattiva” significa che il corpo reagisce ad un cambiamento, solitamente il consumo di zucchero o carboidrati semplici.
In seguito ad un bypass gastrico questi episodi sono più comuni a causa dei cambiamenti e delle diverse risposte che seguono questo tipo di intervento negli organi interessati.

Stomaco

Il primo cambiamento: la capacità media del nostro stomaco in condizioni normali è 1000-1250 cc, circa le dimensioni di un pallone da calcio. Dopo il bypass la nuova capacità gastrica è 15-30 cc, circa il 2% del normale.

Il secondo cambiamento: lo stomaco normale ha una valvola chiamata piloro che rilascia lentamente nel resto dell’apparato digerente i cibi, gli zuccheri e i liquidi ingeriti e contenuti nello stomaco. Dopo il bypass gastrico, lo stomaco non ha più questa valvola ma ha sempre un collegamento diretto con gli altri organi, attraverso un’apertura di circa 1,2-1,5cm che permette a liquidi e zuccheri di scorrere liberamente ma che rallenta il passaggio del cibo. Ecco perché dopo l’intervento è particolarmente importante masticare con attenzione i cibi solidi.

Intestino tenue

Il terzo cambiamento: dopo il bypass gastrico il percorso del cibo viene reindirizzato in modo che dallo stomaco passi direttamente all’intestino tenue invece di attraversare il duodeno. La funzione dell’intestino tenue è l’assorbimento. Dopo il bypass gastrico lo zucchero introdotto viene assorbito immediatamente, il che produce un rapido picco nel livello glicemico del sangue.

Pancreas

Il pancreas è localizzato subito sotto lo stomaco, e ha diverse funzioni digestive tra cui la regolazione degli zuccheri nel sangue. Quando la glicemia sale, il pancreas reagisce rilasciando l’ormone insulina, che stimola i tessuti e le cellule ad assorbire gli zuccheri in eccesso, facendo tornare la glicemia a livelli normali. In caso di diabete questo meccanismo viene meno: nel diabete di tipo 1 il pancreas non è più in grado di rilasciare insulina, mentre nel tipo 2 è il corpo a non rispondere all’insulina rilasciata. Ecco perché il diabete rappresenta una condizione di glicemia costantemente e innaturalmente alta.

Cervello

Il carburante del cervello è lo zucchero, che permette tutte le sue funzioni. Altre fonti di energia, come grassi o proteine, sono inutilizzabili da quest’organo. Quando i livelli di zuccheri sono bassi al cervello viene a mancare la fonte di energia, e si verificano i sintomi del calo di zuccheri.

Il problema non è cosa è cambiato, ma cosa non è cambiato

Ciò che dopo l’operazione non è cambiato è la programmazione del pancreas a rilasciare insulina regolandosi in base allo stomaco in condizioni normali, con le sue dimensioni originali e la presenza del piloro che rallenta il rilascio nell’intestino tenue del bolo alimentare.
In condizioni normali l’assorbimento dello zucchero verrebbe rallentato tappa per tappa, ma dopo il bypass gastrico passa rapidamente attraverso lo stomaco per essere altrettanto rapidamente assorbito dall’intestino. Il pancreas risponde a questo picco rilasciando insulina, ma secondo la sua programmazione si aspetta che segua un ulteriore e prolungato assorbimento di zucchero, perciò continua a rilasciare insulina, spingendo l’organismo a consumare gli zuccheri ematici senza lasciarne a sufficienza per alimentare il cervello, e causando così un’ipoglicemia reattiva.

La rapida successione di sintomi, specialmente se gravi come lo svenimento, dell’ipoglicemia reattiva può essere molto pericolosa: basti pensare a cosa succederebbe ad un paziente che perde i sensi alla guida per via di un calo di zuccheri. In ogni caso i sintomi sono molto vari, e si tratta di casi estremi che però non vanno sottovalutati.

Uno dei modi migliori per evitare l’ipoglicemia reattiva è consumare 3-4 pasti a base di proteine al giorno, anche se col tempo ogni paziente trova l’equilibrio alimentare che funziona meglio nel suo caso.

Cosa fare in caso di ipoglicemia reattiva

Fortunatamente si tratta di una condizione temporanea, che dura solo finché i livelli glicemici non si normalizzano. Nel breve termine, i sintomi possono essere attenuati bevendo un po’ di succo di frutta o mangiando una zolletta di zucchero.
Quello che si può fare sul lungo termine è invece insistere sull’importanza di una dieta ottimizzata e ragionata, con cibi che diano sazietà senza controindicazioni: pasti a base di proteine, associate con carboidrati complessi, danno sazietà, transitano lentamente nell’apparato digerente ed evitano picchi glicemici con conseguenze come l’ipoglicemia reattiva.
Se questi accorgimenti non sono sufficienti, potrebbe essere necessario contattare il proprio medico o chirurgo bariatrico, perché esistono altre cause meno comuni di ipoglicemia reattiva, come la dilatazione stromatica, esposizione insulinica esogena, insulinoma.

I benefici del bypass gastrico Roux-en-Y superano di gran lunga i rischi di complicazioni come quella dell’ipoglicemia reattiva, che nella maggior parte dei casi può essere arginata da una dieta attenta e seguendo i suggerimenti degli specialisti. Senza dubbio si tratta di un percorso faticoso, ma l’obiettivo è migliorare la propria salute, e fare scelte salutari aiuta non solo a perdere peso, ma anche a tenere sotto controllo eventuali complicazioni.

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