Epatite autoimmune

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Come per altre patologie autoimmuni anche l’epatite autoimmune è determinata da un deficienza del sistema immunitario. A seconda del tipo di anticorpi presenti l’epatite può essere classificata come tipo I o tipo II.

L’epatite di tipo I si manifesta più o meno a tutte le età e normalmente si ricollega ad altre malattie autoimmuni già conclamate; è la forma più comune e dà positività agli anticorpi antinucleo (ANA) o antimuscolo liscio (ASMA).

L’epatite di tipo II dà positività agli anticorpi microsomali fegato-rene e normalmente si manifesta prevalentemente nelle donne giovani con altre patologie autoimmuni.

L’epatite autoimmune è tanto più aggressiva e la sua diffusione più rapida quanto più giovane è l’individuo nella quale si presenta. L’età, il sesso femminile, sono due dei fattori di rischio insieme alle infezioni batteriche, all’uso di alcuni farmaci e alla presenza di altre malattie autoimmuni.

Nell’epatite autoimmune il sistema immunitario individua scorrettamente cellule e tessuti del fegato come elementi da eliminare e li attacca come solitamente fa nei confronti di virus e batteri. La conseguenza di questo attacco è l’infiammazione cronica del fegato e progressivamente la distruzione dei tessuti; ne consegue l’insufficienza epatica a l’ipertensione della vena porta.

La prima fase della malattia è generalmente asintomatica. Quando comincia a svilupparsi l’infiammazione si possono manifestare i seguenti sintomi:

  • prurito
  • stanchezza
  • Dolore nella parte superiore destra dell’addome
  • Dolore articolare
  • Nausea e vomito
  • Perdita dell’appetito
  • Urine scure
  • Ittero
  • ascite

A volte capita che con il peggiorare della malattia si riscontrino infezioni batteriche, insufficienza epatica, cirrosi epatica, ipertensione portale, varici esofagee con sanguinamento, denutrizione, osteoporosi, cancro del fegato, cancro del colon.

Analogamente ad altre patologie autoimmuni anche per l’epatite non esistono misure preventive: È fondamentale seguire uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata, evitare il consumo di alcolici, fare attività fisica moderata e regolare, ridurre il sale nei cibi.

Attraverso specifici esami del sangue (transaminasi, AST, ALT) o con una biopsia epatica è possibile fare una precisa diagnosi di epatite autoimmune.

La terapia con immunosoppressivi associata a steroidi e azatioprina è la terapia maggiormente in uso .  Nei casi più gravi si rende necessario il trapianto di fegato.

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