Effetti a lungo termine sulla salute della chirurgia bariatrica

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Recentemente è stata stilata una serie di articoli riguardanti l’impatto della chirurgia bariatrica sulla salute e sulla mortalità generale.

Il primo articolo, di Sayeed Ikramuddin e colleghi, è un follow-up osservazionale su 120 pazienti scelti a caso in quattro cliniche tra gli Usa e Taiwan, tutti con un livello di emoglobina A1c(HbA1c) dell’8% o superiore e un BMI tra 30 e 39,9. Lo studio indaga i risultati degli interventi di gestione medica intensiva dello stile di vita basati sul Programma di Prevenzione del Diabete per due anni, con e senza (60 partecipanti ciascuno) un intervento di bypass gastrico Roux-en-Y seguito da un’osservazione fino al quinto anno.
Al quinto anno, il 23% dei partecipanti del gruppo del bypass gastrico e il 4% di quelli del gruppo di gestione medica intensiva aveva raggiunto il triplo risultato di emoglobina sotto il 7%, colesterolo LDL sotto i 100mg/dL e pressione sanguigna sistolica sotto 130mm Hg.
Il 55% dei pazienti di bypass gastrico e il 14% di quelli che si sono sottoposti solo a gestione medica ha ottenuto un livello di emoglobina inferiore al 7%. Partendo da questi dati, è risultato evidente ai ricercatori che aggiungere un bypass gastrico agli interventi medici sullo stile di vita ottiene risultati migliori sui pazienti con grave obesità e diabete di tipo 2.
Del resto, come prevedibile, gli interventi chirurgici hanno prodotto controindicazioni più serie, soprattutto complicazioni chirurgiche gastrointestinali come contrazioni, piccole ostruzioni intestinali e perdite.

Un secondo studio, di Gunn Signe Jakobsen e colleghi dalla Norvegia, riporta cambiamenti nelle comorbilità legate all’obesità in caso di gravi forme di questa patologia (BMI tra 40 e 35 con almeno una comorbilità), confrontando 932 pazienti che si sono sottoposti a interventi bariatrici (tra cui 92 bypass gastrici) e 956 che invece si sono affidati a trattamenti medici specializzati nello stile di vita presso centri di cura.
Basandosi sui farmaci distribuiti secondo il Database Norvegese delle Prescrizioni e i dati del Registro Norvegese dei pazienti, i casi trattati chirurgicamente hanno una maggior possibilità di remissione (RR 2,1) e minore di ricadute (RR 0,4) di ipertensione, una maggior possibilità di remissione del diabete (RR 3,9) ma anche di ricadute di depressione (RR 1,5) e trattamento con oppioidi (RR 1,3). Di nuovo, come previsto, i pazienti bariatrici hanno mostrato un maggiore rischio di doversi sottoporre ad almeno un ulteriore intervento gastrointestinale (RR 2,0).

Il terzo studio, condotto da Orna Reges e colleghi di Israele, è un’osservazione retrospettiva basata sul database di un fondo per la salute israeliano che confronta 8385 pazienti sottoposti a interventi bariatrici e 25155 pazienti non chirurgici collegati per età, sesso, BMI e incidenza di diabete. Gli interventi chirurgici comprendono bendaggio laparoscopico (3635), bypass gastrico (1388) e gastrectomia a manica laparoscopica (3362).
Nel periodo di follow-up di circa 4-5 anni ci sono state 105 morti (1,3%) tra i pazienti chirurgici contro le 583 (2,3%) dei pazienti non chirurgici. I tassi di mortalità sono risultati simili tra i diversi tipi di intervento: 1,7% per i bendaggi laparoscopici, 1,3% per i bypass gastrici e 0,8% per la gastrectomia a manica.

Infine, un quarto studio di Sara Shubeck e colleghi dell’Università del Michigan discute un precedente studio di Anita Courcoulas (Valutazione Longitudinale della Chirurgia Bariatrica)che descrive le tendenze di peso e salute in 7 anni di 1738 pazienti sottoposti a bypass gastrico Roux-en-Y e 610 pazienti sottoposti a bendaggio gastrico laparoscopico regolabile.
Dopo 7 anni i pazienti di Roux-en-Y hanno perso il 28% del peso iniziale con un minimo recupero di peso tra il terzo e il settimo anno (3,9%), mentre i pazienti di bendaggio hanno perso il 14,9% con un recupero del 1,4%.
I pazienti di Roux-en-Y hanno beneficiato maggiormente di importanti miglioramenti a lungo termine di tutte e cinque le comorbilità esaminate (diabete mellito, colesterolo LDL alto, trigliceridi alti, colesterolo HDL basso e ipertensione) rispetto a quelli di laparoscopia.
La mortalità postprocedurale è risultata molto bassa con 3 morti entro 30 giorni dall’intervento, mentre dopo sette anni si sono verificate 59 morti tra i pazienti di Roux-en-Y e 15 tra quelli di laparoscopia. Il tasso di revisioni e reversioni operative è basso nel primo caso ma significativamente più alto (quasi 30 volte) nel secondo.

 

Analizzati insieme, tutti e quattro gli studi documentano i considerevoli benefici a lungo termine associati al trattamento chirurgico della grave obesità, ma notano anche la presenza di rischi che devono essere discussi individualmente coi pazienti.

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