Dati recenti sull’incidenza dell’obesità in Italia

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Per comprendere meglio la diffusione di quei comportamenti e stili di vita in età giovanile che possono influire sullo sviluppo delle malattie cronico-degenerative, nel 2007 il Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute ha promosso il progetto “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, il cui coordinamento è stato affidato al Cnesps-Iss.

I risultati del progetto sono stati presentati il 12 ottobre 2010 in un convegno presso il ministero della Salute.

I dati dell’indagine 2010 confermano livelli preoccupanti di cattive abitudini alimentari, stili di vita sedentari ed eccesso ponderale: il 22,9% dei bambini misurati è risultato in sovrappeso e l’11,1% in condizioni di obesità. Evidente la variabilità regionale, con percentuali generalmente più basse nell’Italia settentrionale e più alte nel Sud. Dalla studio emerge anche che i genitori non sempre hanno un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio: tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 36% non ritiene che il proprio figlio sia in eccesso ponderale e solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva.

L’obesità nei giovani

Hbsc-Italia (Health Behaviour in School-aged Children-Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare) è uno studio multicentrico internazionale a cui l’Italia ha aderito nel 2001-2002, che ha l’obiettivo di incrementare le conoscenze sulla salute dei giovani (11, 13 e 15 anni), con particolare attenzione a: abitudini alimentari, immagine corporea, attività fisica e tempo libero, comportamenti a rischio, salute e benessere percepito, contesto familiare, gruppo dei pari e ambiente scolastico.

I dati relativi a Hbsc, presentati in occasione del convegno del 12 ottobre 2010 hanno evidenziato che:

  • l’eccesso ponderale diminuisce al crescere dell’età ed è maggiore nei maschi. La frequenza dei ragazzi in sovrappeso e obesi è più elevata negli 11enni (29,3% nei maschi e 19,5% nelle femmine) che nei 15enni (25,6% nei maschi e 12,3% nelle femmine)
  • i giovani di 15 anni (47,5% dei maschi e 26,6% delle femmine) fanno meno attività fisica rispetto ai ragazzi di 13 (50,9% dei maschi e 33,7% delle femmine)
  • tra i quindicenni, il 40% dei maschi e il 24% delle femmine dichiara di consumare alcol almeno una volta a settimana
  • dichiara di fumare almeno una volta a settimana, il 19% dei quindicenni (sia maschi che femmine)
  • si riscontra un minor consumo quotidiano di verdura nelle Regioni del Sud e tra i maschi.

L’obesità in età adulta

Dalle interviste dell’indagine Multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana. Anno 2009” emerge che, riguardo alla diffusione di sovrappeso e obesità, in Italia nel periodo 2001-2009, è aumentata sia la percentuale di coloro che sono in sovrappeso (dal 33,9% nel 2001 al 36,1% nel 2009) sia quella degli obesi (dall’8,5% nel 2001 al 10,3% nel 2009). La quota di popolazione in condizione di eccesso ponderale cresce al crescere dell’età, passando dal 19% tra i 18 e i 24 anni a oltre il 60% tra i 55 e i 74 anni, per poi diminuire lievemente nelle età più anziane (55,9% tra le persone con più di 75 anni).
Secondo i dati raccolti nel 2010 dal sistema di sorveglianza Passi, il 32% degli adulti risulta in sovrappeso, mentre l’11% è obeso: complessivamente, quindi, più di quattro adulti su dieci (42%) sono in eccesso ponderale.

La situazione nutrizionale nelle persone con 65 e più anni

La sperimentazione, realizzata in 7 Regioni italiane, di un sistema di sorveglianza della salute della popolazione anziana indica un aumento della popolazione in eccesso di peso fino a 75 anni di età: in questa fascia d’età, infatti, sovrappeso e obesità sono pari al 60%. Poi inizia una diminuzione tra i 75 e gli 84 anni (53%) e ancor di più negli ultra 85enni (42%). L’eccesso di peso appare più frequente nelle persone con bassa istruzione e con molte difficoltà economiche.

Superati i 65 anni di età, l’indice di massa corporea è soggetto a variazioni legate a fattori biologici e patologici. Progressivamente infatti aumenta la percentuale di persone che perdono peso (più del 5% del peso o più di 4,5 kg negli ultimi 12 mesi) indipendentemente dalla loro volontà. Questo aspetto si verifica più spesso nelle donne, con l’avanzare dell’età e con il crescere delle difficoltà economiche.

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