Le cisti del fegato

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Le cisti non parassitarie del fegato sono le cisti semplici o sierose, che si osservano nel 5 % delle ecografie epatiche. In almeno la metà dei casi sono multiple. Il loro volume può essere di pochi millimetri fino a oltre 10-20 cm.

Nei pazienti con più di 50 anni si sono riscontrate quelle di maggior volume.

Sono formazioni non tumorali presenti nel tessuto del fegato al cui interno vi è un fluido prodotto dalla loro stessa parete. La parete di queste formazioni è un tessuto che secerne costantemente un liquido simile al plasma.

La rottura di una di queste cisti può provocare un’infezione o un ascesso epatico.

Si sono avanzate alcune ipotesi sull’ origine delle cisti epatiche tra le quali una importante componente congenita ovvero si suppone la loro formazione sia dovuta con l’ ingrossamento graduale di piccoli noduli situati vicino alla vena porta o all’arteria epatica come esito di una naturale degenerazione di alcune cellule del fegato.

In genere le cisti semplici sono asintomatiche. Quelle grandi possono causare un dolore sordo nella parte destra dell’addome, mentre quelle che si muovono possono provocare un dolore acuto. Tra i sintomi che si possono manifestare, troviamo il gonfiore addominale e il senso di pienezza, la presenza di una massa addominale che è possibile accertare toccando la parte. L’innalzamento della temperatura e l’aumento dei globuli bianchi nel sangue possono essere un indizio nel caso di rottura della cisti.

Attualmente non sono conosciuti sistemi di prevenzione contro la comparsa delle cisti semplici del fegato.

Ad un’attenta anamnesi del medico e con un supporto diagnostico adeguato è possibile individuare una cisti semplice del fegato .
Fra le analisi che possono essere prescritte sono incluse:

  • Ecografia;
  • CT addominale;
  • In rari casi RM o angiografia epatica;
  • Esami del sangue per valutare la funzionalità epatica;

Le cisti semplici generalmente non richiedono nessun trattamento. Nel caso in cui si ingrossino recando dolore si può optare per la chirurgia che prevede l’apertura della parete per far fuoriuscire il liquido facendolo riversare nella cavità peritoneale e quindi poi riassorbito dall’organismo.

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